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Sognavo un blog che sparasse minchiate senza provare vergogna. Un blog in cui si potesse discutere senza competenza di argomenti per cui sarebbe indispensabile la competenza. Un blog in cui si potessero affrontare i grandi temi trattandoli come minchiate e le minchiate invece trattandole come minchiate. Un blog in cui le cose intelligenti si potessero travestire da cretine e per quelle cretine il carnevale non arrivasse mai. Un blog in cui a domande particolarmente argute si dessero risposte massimamente idiote. Un blog che calpestasse l’ortografia, sputasse sulla sintassi, usasse il lessico come un tampax e la grammatica come un cotton fioc. Un blog che sdoganasse l’idiozia e si nutrisse d’ignoranza. Sognavo. Poi è arrivato il governo Berlusconi e m’ha rubato l’idea. Quindi ho tentato di fare di peggio ed è nato questo blog qua. Questo blog qua è più di un sogno: prima non esisteva e adesso esiste. È un miracolo. E siccome l’ho fatto io, ora ci scrivo un sacco di cose ombelicali. Tipo le biografie dei miei collaboratori.

Me

Insegna italiano in un’università americana che ha sede in Sicilia. Questo lo obbliga a quotidiani e frustranti paragoni fra siciliesi e statunitici. Insegna anche varie altre inutili materie umanistiche in scuole pubbliche e private della sua provincia, ma solo quando riesce a mettere il guttalax nel caffè di tutti quelli che lo precedono in graduatoria. Ha un contratto co.co.pro., che da sette anni gli rinnovano ogni quindici settimane. Vive di stenti e si ciba di bacche. Ha tradotto dieci libri di narrativa dall’inglese in italiano. Poi, siccome a fare questo lavoro rimaneva tutto il giorno in mutande (sempre le stesse) davanti al pc  e non si faceva più la barba da tre anni, i vicini gli hanno mandato in casa  gli assistenti sociali e i ghostbusters. Oggi cura l’igiene personale e questo blog.

Mio nonno

Morto nel 2009, aveva una pronuncia siciliana al limite del difetto logopedico. Ciò tramutava AciribeceRci, l’antico tormentone di un glorioso attore di varietà (Tino Scotti) in Aciribiceci. La cosa, benché non possa farlo a voi, cagionava ilarità a me. Per almeno tre  motivi che qui espongo in ordine crescente di importanza:

1. La parola in sé

2. Il modo in cui lui la storpiava

3. Il fatto che la adoperasse quando voleva congedarsi con un saluto sfottente da qualcuno che non aveva più voglia di stare a sentire.

Ignatius J. Reilly

Se non avete mai letto Una banda di idioti state vivendo una vita indegna. Ah, leggetelo in italiano, che è più bello.

(http://www.marcosymarcos.com/john_kennedy_toole_una_banda_di_.htm)

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  1. Gentile Signore,
    ho insegnato anch’io per qualche anno dove insegna Lei. Poi, il demone della mia condanna all’esilio si è svegliato e mi ha detto: vai altrove!
    Io sono sempre altrove, altrimenti che esilio sarebbe? Quando l’altrove comincia a permearmi, giusto prima che un luogo diventi heimat, si sveglia il demone.
    Questo peregrinare perenne su percorsi estranei, mi rende pervicacemente adeso alle Sue parole, come l’odore di trementina alle nari dell’indoratore. Io però ho un odore diverso, sebbene altrettanto persistente, e le Sue parole sono assai più asciutte delle narici dell’indoratore. Una sola cosa impedisce alla mia pervicace adesione di essere incondizionata: quando insegnavo dove insegna Lei non ho mai troppo indugiato nel constatare le differenze tra siciliesi e statunitici. Sarebbe come paragonare un solido archimedeo a una figura piana. Un bufalo a una locomotiva.

    Rispondi
    • «Che quel Demone ti riconduca qui», ecco l’auspicio che bufali e locomotive rivolgono ogni mattina ad Euclide lo Statunitico, nostro signore delle figure piane ma di merda, e ad Archimede l’aretuseo, patrono dei solidi e degli stolidi. Il 53esimo stato ti attende prono.

      Rispondi
  2. Aciribiceci! Grande nonno!

    Rispondi
  3. Da seguace, quasi idolatra, dell’immenso Ignatius non posso che essere felice di conoscere questo blog dove il cazzeggio è stato eletto a modello di vita! Il linko è d’obbligo, Signore, scontati i complimenti.

    Rispondi
  4. Mi hai tolto le parole dalla bocca. Potevi almeno usare l’anestetico. Dimenticavo, anche mio nonno è morto.
    Ora rido.

    Rispondi
  5. lamberto rubino

    io? Mai!

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  6. Non c’è che dire.. questa è una grande, azzeccatissima presentazione di se stessi e del blog. Sciapò.
    Io (napoletano) insegno in un’Università americana a Roma. E so cosa vuol dire quando parla di umilianti paragoni tra i 2 popoli, non ultimo la considerazione che il mondo accademico ha di te. Però.. sulla social innovesciòn stiamo meglio noi!
    Saluti da un quarto di sangue siracusano (Augusta, per la precisione).

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  7. ti seguo sempre e ti stimo tantissimo.

    non so chi sei e spero di avere l’occasione per conoscerti quanto prima.

    grazie per questo blog.

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  8. Lucia Tarascio

    ho letto solo qualche articolo e ho trovato un’analisi semplice e pulita, tradotta con maestria in un linguaggio ironico. bravo!

    Rispondi
  9. sito consigliato da una siracusana doc e devo dire che ne valeva veramente la pena!!!
    non posso che ringraziare per le “minchiate” che regali, fanno sorridere … ridere … e pensare …

    cavoli, mi viene voglia di stringerti la mano e offrirti una birra. che dire,GRAZIE!

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  10. Ho il libro da 1 anno che langue così, su una pila di altri libri. Ne ha altri sopra, quindi deve fare anche un po’ di fatica a sopportarne il peso.
    Ho capito, stasera lo inizio.

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  11. Ciao Mario, occupo la casa di Francesca Mocanda. Sono una barbara belga in giro nel paese delle fiabe. Sono ad Ortigia al meno fino venerdì. Mi piacerei incontrare un po’ di persone. Ti lascio il mio cellulare 3294073426 se hai voglia di prendere un caffè. Buona domenica di Pasqua, Loràns

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  12. Non penso di vivere una vita indegna, ma ho acquistato la scorsa settimana il libro (versione italiana) …

    Rispondi
  13. Giusto per la precisione (e per scassare la minchia) il radiocronista Gino Scotti era il grande attore di varietà Tino Scotti: http://it.wikipedia.org/wiki/Tino_Scotti
    Essendo di poco più giovane del nonno – ma altrettanto rincoglionito – me lo ricordo.
    OsseRqui.

    Rispondi
    • Ciao Plastardo. Non so come sia stato possibile, ma il tuo fondamentale commento mi è sfuggito fino a ora. Ho subito corretto. Ti ringrazio di cuore per la segnalazione. Finalmente, la verità.

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  14. Geniale geniale geniale. Che altro aggiungere? che adesso mi leggo gli articoli così vedo se poi dirò ancora “geniale geniale geniale” ma un incipit simile, una presentazione simile mi commuove! La parte sui sogni e sulle minchiate mi ha aperto il cuoricino che neanche il grande amore ipotetico o il Terence di Candy Candy mai avrebbe potuto!

    Compliments e w le minchiate con la loro leggerezza!

    Rispondi
  15. Tralascio captatio e complimenti e vado al sodo.
    Ma io voglio un libro che raccolga tutti questi post/articoli/flussidiminchiate…chiamateli come volete, ma io li voglio tutti insieme in un libro!!! perché sono uno spasso, perché mi servono cartacei per poterli leggere ai miei che non sanno usare questo demoniaco strumento che è il pc, ma che adorano Aciribiceci tanto quanto me, perché non posso stamparli tutti di sgamo in ufficio, perché con tutto lo sterco che si trova nelle librerie questo alzerebbe notevolmente la media!!!!
    Scusate lo sfogo però….eddaiiiii un librooooo!!!! :-)))))

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  16. Quanto è piacevole leggerti… bravo!

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  17. SECONDO ME TU SEI UN GENIO!!!

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  18. Grazie al twit di Vanni Santoni ho prima scoperto il tuo account twitter e poi subito dopo questo blog.
    Ho letto il post su Orwell e IL e mi ha fatto molto ridere, specie perché anch’io sono una di quelli che il sabato si pongono tante domande.
    Poi ho letto questa pagina INFO e la cosa di Ignatius mi ha incuriosito. Ho seguito il link, ho letto la trama e sula fiducia ne ho comprate due copie (una la regalo per Natale).
    Specifico però che le copie sono usate, fiducia sì ma non esageriamo.
    Infine apprezzo chi vuole bene ai nonni.
    E ovviamente chi spara minchiate.

    Rispondi
  19. ahahhaha divertente … il minchianesimo in questa terra è una corrente che sorge spontanea come il papiro …

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  20. Eccomi, mi piace questo blog, confesso che anch’io avevo un progetto importante, volevo diventare Dio, ero giunto ad un passo dalla méta, quando sentii una voce che mi diceva “benvenuto collega”…mi voltai…era Silvio.

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  21. Mario sono una tua fans ( farmaco antinfiammatorio non steroideo) plurale e senza effetti collaterali, e scusa se è poco.
    sul Post mi sbrodolo di complimenti per i tuoi pezzi, vivo a pochi km da SR e quindi aggiungi il mio blog alla tua roll e siamo quasi pari ( nel senso che ancora mi devi parecchio) 🙂
    Salutamu!

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  22. Laddove sono minchiate non posso certo tirarmi indietro. Ti seguirò con piacere!

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  23. Ho scoperto l’esistenza di tale Mario Fillioley, leggendo uno (stupendo) articolo (anche usando “un” veniva male..quindi si sopporterà la licenza poetica..mettere stupendo alla fine mi sapeva troppo di commento sdolcinato) sull’inserto del Sole 24 Ore , intitolato “la questione meridionale (più’ o meno)”. Che dire..complimenti per gli articoli, i post (e per quell’articolo in particolare..fra i migliori che abbia letto sull’argomento..)..nel caso si volesse avere ulteriore materiale su multinazionali americane, lavoro in Italia ecc mi si puo’ contattare (licenza poetica n.2) a piacere..

    Rispondi

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