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Buongiorno a tutti

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toon835

Ieri c’era Renzi al Raiti, una scuola elementare della mia città.

Il Raiti è in via Pordenone, un quartiere da sempre popoloso e popolare (borgata Santa Lucia), con una chiesa in pietra chiara (santa Lucia fuori le mura) che ospita un Caravaggio scuro (il seppellimento di santa Lucia) e con una piazza ampia e luminosa (piazza santa Lucia), dove c’è sempre stato tanto spazio per i giochi dei bambini: mia nonna ci faceva girare un cerchio, sorvegliata dai suoi zii e dagli altri adulti del quartiere, io ci giocavo a pallone e tutto intorno si sedevano le persone anziane a commentare la partita e a mangiare semenza.

Da qualche tempo invece a piazza santa Lucia, nel tardo pomeriggio, si gioca a cricket.

Le mazze sono un po’ improvvisate oppure molto logore perché hanno viaggiato chissà quanto. Sulle panchine, a commentare la partita, non ci sono i genitori dei ragazzini indiani (che forse sono rimasti in India o forse lavorano fino a tardi per mandare un po’ di soldi in più ai parenti lontani), ci sono sempre gli stessi anziani di prima, qualcuno addirittura è rimasto seduto là sin dai tempi miei.

Non capiscono niente di cricket, non sanno manco le regole o lo scopo del gioco, però fanno la stessa cosa che facevano con noi quando giocavamo a pallone: criticano, dicono che la mazza non si tiene in quel modo lì, che così il tiro esce fuori mollo, ti chiamano col fischio e quando ti avvicini ti fanno segnali per spiegarti che la postura è tutta sbagliata, ti dicono come devi mettere i gomiti per non colpire fuori tempo, e siccome masticano semenza e sputano le scocce per terra, non si capisce neanche cosa dicono.

L’anziano siracusano è così, non fa mai il tifoso, è sempre uno spettatore critico: pure allo stadio, quando il Siracusa ancora militava in categorie professionistiche (io al massimo mi ricordo la C1, ma ai tempi di mio nonno fummo addirittura in serie B per una o due stagioni), loro si sedevano in gradinata e quando c’era un fallo laterale chiamavano col fischio i terzini di fascia. Le prime volte, quelli, poverini, si avvicinavano, e per qualche decina di secondi ascoltavano increduli le farraginose disposizioni tattiche di questi vecchietti, oltretutto rese incomprensibili dal masticare semenza. L’arbitro se ne accorgeva e ammoniva il giocatore per perdita di tempo.

Da quest’anno, al Raiti ci va pure mia cugina, sei anni, fa la prima, una bambina che mi terrorizza: risolve le parole crociate senza schema insieme a mia nonna.

Le suggerisce la grafia corretta per i termini stranieri, quelli che mia nonna non ha mai imparato a scrivere bene, oppure risponde a botta sicura sulle definizioni in cui è super esperta: se mia nonna legge dinosauro a tre corna, lei subito dice triceratopo, e poi aggiunge che tuttavia, a dispetto del nome, il triceratopo non ha tre corna, bensì quattro, dunque la definizione non è corretta.

A mia nonna questa cosa piace, si inorgoglisce. A me mette l’ansia. Forse perché sono un insegnante, e con una bambina di sei anni che parla così nessun insegnante può sentirsi al sicuro.

Le maestre del Raiti devono essere per forza molto brave, se la vedono con lo zainetto di mia cugina da cui esce un diorama del triceratopo, e con quello del suo compagno di classe da cui fa capolino una mazza da cricket col manico un po’ sbreccato.

Ieri, quando Renzi è entrato in questa scuola e ha detto buongiorno a tutti , mia cugina di sei anni e gli altri bambini hanno cantato in coro una canzoncina a ritmo di blues.

Francesco Merlo su Repubblica dice che sembrava una scuola nord coreana, che siamo i soliti siciliani pronti a saltare sul carro del vincitore, anzi del dittatore: una cosa da centro Africa, da pupi siciliani hanno scritto altri.

Io ho chiesto a mia cugina se per favore mi faceva leggere il testo della canzoncina, lei mi ha detto che potevo, però solo a patto di non eccedere in analisi ermeneutiche e meno ancora sovra interpretare il testo alla luce della recente dialettica politica interna al partito democratico.

Si vabbe’, dammi il foglietto e stai zitta. Poi mi sono girato verso sua madre e le ho detto: tu a questa la devi fare benedire, lo vedi che è posseduta?

Mia cugina per ripicca mi ha dato del triceratopo, poi però mi ha spiegato che ieri mattina a visitare la sua scuola c’era il presidente del consiglio dei ministri in carica, cioè il presidente di tutti, dei bambini appassionati di enigmistica e dinosauri e di quelli fanatici del cricket, e pure dei pensionati ghiotti di semenza, e che quindi era bello, oltre che giusto, cantargli benvenuto presidente, perché se cantare una canzoncina di benvenuto che dice muoviam la testa, facciamo festa significa essere servili, allora significa che quello non è il presidente del consiglio, cioè il rappresentate delle istituzioni democratiche di questo paese, perché al presidente del consiglio che rappresenta le istituzioni democratiche di questo paese tu il benvenuto glielo puoi e glielo devi dare, e se invece è un dittatore, allora significa che noi non siamo una democrazia, ma se siamo o non siamo una democrazia non lo possono stabilire i bambini del Raiti: non ci possono chiedere una definizione così difficile, ha detto mia cugina, oltretutto ieri non c’era manco la nonna ad aiutarmi, io le parole crociate ancora non so farle così bene.

E quindi come l’hai risolta? le ho chiesto sentendomi sempre più a disagio.

Lei mi ha detto che come si diventa presidenti del consiglio in Italia, quanti italiani rappresentino o no il governo e il presidente del consiglio, per il momento è un argomento che la appassiona assai meno di quante corna ha il triceratopo, per cui ha fatto quello che avrebbe fatto qualunque bambino quando entra in classe un presidente del consiglio che dice buongiorno a tutti.

– E cioè? le ho chiesto io.

– Cioè dargli il benvenuto con una canzoncina allegra.

– E perché?

– Perché ha detto a tutti.

– Io tua figlia non la capisco, mi fa le sciarade, ho detto a sua madre.

– Non ha detto buongiorno solo a quelli che mi hanno votato e mi voteranno ancora, ha detto buongiorno a tutti, s’è spazientita mia cugina piccola.

– Ah, ho detto io.

Poi sono andato a comprare una busta di semenza e mi sono seduto insieme a lei davanti al monitor per guardare il video dell’esibizione.

– Sì però non si canta così. La postura è tutta sbagliata, e poi la nota dovevate prenderla più alta, lo vedi che in certi punti stonavate, quello là sulla destra, per esempio, dovrebbe piegare di più le ginocchia, è completamente fuori tempo.

– La finisci di sputare le scocce per terra? E poi quando parli con quei così in bocca non si capisce niente, mi ha detto mia cugina piccola.

Testo:

Facciamo un salto…Battiam le mani

ti salutiamo tutti insieme Presidente Renzi

Muoviam la testa…Facciamo festa

A braccia aperte ti diciamo Benvenuto al Raiti!

I bambini, gli insegnanti, i bidelli

e poi l’orchestra lasceremo improvvisar così

Siamo felici e ti gridiamo

Da oggi in poi, ovunque vai, non scordarti di noi

dei nostri sogni, delle speranze

che ti affidiamo, con fiducia, oggi a ritmo di blues

Le ragazze, i ragazzi, tutti insieme

alle tue idee e al tuo lavoro affidiamo il futuro

e poi di nuovo ancora insieme noi camminiamo ci avviciniamo

e un girotondo noi formiamo sempre a tempo di blues

»

  1. Pensavo che la busta di semenza fosse una cosa da giardiniere. Invece te li sei mangiati, i semi. Vedi a volte come ci si sbaglia.
    (Bellissimo pezzo!)

    Rispondi
  2. L’ha ribloggato su Ironicae ha commentato:
    Siccome a Siracusa ci ho passato tanti bei momenti e spero di tornarci presto, siccome è stato una specie di gemellaggio, diciamo e soprattutto siccome è un pezzo molto divertente… mi arrogo il diritto di condividerlo. Ovvìa.

    Rispondi
  3. Io mi stavo commuovendo di più per l’inno italiano cantato dai bambini che si vede in fondo… ma l’hanno tagliato!

    Ho diritto anche io alla busta di semenza?

    Rispondi
  4. Non pensavo che sarebbe arrivato questo momento: un sano e intenso confronto di idee tra due (non arrossire caro Aciribiceci….per piacere!) ottimi ed acuti osservatori, per di più siciliani entrambi.. Da inconsapevole e banale municipalista ‘ro scogghiu soffro terribilmente la sindrome di chi vuole solo per sé la prerogativa di denunciare i (tanti) limiti della propria città e che patisce quando vede sfilarsi tale prerogativa da un siciliano che “nescendo” fuori dalla Sicilia la può guardare con il giusto distacco.
    Ora, Francesco Merlo ha probabilmente pigiato sull’acceleratore per esigenze di comunicazione.
    Il pezzo di Aciribiceci è splendido perché parla al cuore di chi vive questa città (perfetto e sintetico il fotogramma che ci hai regalato sulla divertente e composita compagine dei “tifosi” da gradinata del Nicola De Simone).
    Ieri riflettevo su chi (a Siracusa come anche fuori dalla Sicilia, vero Merlo?) ama indugiare nelle chiacchiere con la semenza in mano.. Ad es. mi sono imbattuto in tante persone che scrollandosi di dosso le spalle per ostentare il massimo distacco dalla notizia di ieri, commentavano su Renzi:”E chi bbeni a fari?? (e che viene a fare)”.
    Forse perché il gusto di sgranocchiare la semenza è così irresistibile che ci si può persino perdere e confondere uno scorcio della Borgata Santa Lucia con dei grigi casermoni residenziali della Corea del Nord….

    Rispondi
  5. Il ricordo de “Il federale” e di “Anni ruggenti” è d’obbligo, un panflet che fosse avvenuto prima di domenica alla Raiti avrebbe perfino conteso l’oscar alla “Grande bellezza” vincendo con distacco ampio. La venuta di Renzi nella nostra città ci ha regalato veramente uno di quei momenti indimenticabili per i cultori dell’Armageddon, con buona pace dell’isola pedonale di Ortigia che purtroppo non ha potuto intonare nessun coretto al riguardo…

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  6. Ho perso tempo a leggere questa roba abbastanza inutile 😦

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  7. Purtroppo non c’è più la semenza di una volta…

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  8. Ma è un fenomeno ‘sta cuginetta, un po’ come te, che riesci con pochi tratti a rappresentare il passato immobile dei vecchi che mangiano semenza e il futuro che avanza ( quello vero, quello dei bambini siracusani e non, di vecchia o nuova generazione ). Mi sa che Renzi s’è dovuto tenere per non mettersi a giocare.
    P.S. l’opera dei pupi siciliani è una grande tradizione. Chi la usa in senso dispregiativo secondo me non sa di che parla ed è come se buttasse il bambino con tutta l’acqua sporca.

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  9. Io penso che tua cugina e quei bambini che giocano per strada a Cricket siano un pò l’eccezione. Ieri vedevo a Blob un video, in cui Renzi chiedeva a questi bambini “quanti hanno facebook? Quanti What’s App?”
    Mi chiedevo quanti anni avessero questi bambini.
    A Natale sono stato 3 settimane a Priolo. La prima impressione che hai è di stare a Candyland di Django
    La mia parte intollerante dei miei compaesani gli rende rivoltante tutta quella gente che cammina per le strade del paese nell’ultimo anno.
    Poi però mi sembrava di stare su Facebookland
    Mia cugina, 10 anni, passa molte ore su facebbok, chiedo allo zio “ma non dovrebbe avere 13 anni per creare un profilo su facebook?”
    “quando l’ho iscritta ho messo come anno di nascita 2000 e li ho fregati. Tutti le sue compagne hanno Facebook”
    su
    Sarà, ma gli unici parenti che non avevano profili facebook erano anche i soli ad avere sempre della semenza a casa

    Rispondi
  10. achillecampanile

    Cose del genere si sono sempre fatte. Intendo che gli insegnanti e i dirigenti delle scuole queste cose le hanno sempre fatte fare, ai loro alunni. Gli alunni considerano normale fare quello che gli insegnanti (più o meno esplicitamente) gli chiedono, così come considerano normale ripetere quello che gli insegnanti gli insegnano. Lo feci anch’io ai tempi di Pertini e di Giovanni Paolo I. Giovanni Paolo II lo saltammo, chissà perché. A quei tempi si usavano soprattutto letterine e regalini simbolici: lo spettacolo sarebbe comunque arrivato a pochi. Ricordo che Pertini ci parlò di società e di politica, a suo modo e in maniera comprensibile, al riparo da telecamere e microfoni. Altri tempi.

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  11. per puro caso sono entrato in questo link e ancora una volta mi disgusto nel vedere giustificare l’iniziativa della scuola mussoliniana sè ci fosse stato mio figlio in quello zoo avrei denunciato la dirigente le scimmie ammaestrate li poteva fare con i suoi figli o nipoti sembra la scena della vita e bella vergogna pensavo che la genuflessione si praticasse solo in chiesa e giusto che si accolga il Presidente del consiglio ma la canzoncina no giustamente renzi è con i professori e i professori sono con lui e fin qui niente di male ma i minorenni devono essere tutelati e cosi non è stato spero che qualcuno faccia qualcosa e venga trasferita la responsabile neanche berlusconi e arrivato a fare questo spero che qualche genitore faccia qualcosa

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