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Zampironi

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Se volessi scrivere un libro dovrei prima liberarmi di tutte le americanate che ho letto.

Se volessi scrivere un libro dovrei chiedermi se sia possibile liberarmene, perché le americanate che ho letto sono tante.

Se volessi scrivere un libro dovrei anche resistere alla tentazione di fare il simpatico, come succede in tutti blog di tutti i blogger più bravi, quelli che mi piacciono perché sono simpatici.

Se volessi scrivere un libro dovrei estirpare il male della simpatia fino a starmi sul culo da solo.

Se volessi scrivere un libro dovrei imparare a memoria Ferito a morte di Raffaele La Capria, e chiedermi se davvero ci siano libri da scrivere per un meridionale dopo Ferito a morte di Raffaele La Capria.

Se volessi scrivere un libro, a quel punto, sarebbe molto difficile trovare un motivo per scrivere un libro.

Se volessi scrivere un libro, constatata la penuria di motivi per scrivere un libro, mi metterei a scrivere liste di periodi ipotetici su cosa dovrei fare se volessi scrivere un libro.

Se volessi scrivere un libro dovrei superare la paura di scrivere tutti questi periodi ipotetici senza sbagliare manco un congiuntivo e un condizionale.

Se volessi scrivere un libro dovrei pormi la questione dell’argomento.

Se volessi scrivere un libro dovrei rassegnarmi al fatto che gli argomenti se li sono presi già tutti.

Se volessi scrivere un libro, accantonata la questione dell’argomento, dovrei concentrarmi sullo stile.

Se volessi scrivere un libro, penserei che volendo lo stile potrebbe diventare esso stesso l’argomento.

Se volessi scrivere un libro in cui lo stile faccia da argomento, dovrei supporre che questo stile sia funzionale a qualcos’altro.

Se volessi scrivere un libro scoprirei che questo qualcos’altro alla fine sarebbe l’argomento.

Se volessi scrivere un libro dovrei annoverarmi tra i siciliani che vorrebbero scrivere un libro.

Se volessi scrivere un libro, avendo un po’ in antipatia i siciliani che vorrebbero scrivere un libro, dovrei vedere se c’è un modo non siciliano per scrivere un libro come un siciliano che vorrebbe scrivere un libro.

Se volessi scrivere un libro, poi, ci sarebbe la questione della lingua.

Se volessi scrivere un libro, dovrei scegliere una lingua come se fosse un menu di mc donald’s: bassa, media o alta?

Se volessi scrivere un libro, non essendo capace delle altre due, potrei scriverlo solo in quella bassa.

Se volessi scrivere un libro, però mi piacerebbe scriverlo con una lingua bassa per le cose alte e alta per le cose basse.

Se volessi scrivere un libro, sbatterei contro l’evidenza che questa cosa l’hanno già fatta in tantissimi, e quasi tutti di una bravura inarrivabile.

Se volessi scrivere un libro, potrei soprassedere sull’argomento, lo stile e la lingua e puntare tutto sulla spontaneità.

Se volessi scrivere un libro, essendo spontaneo per natura, potrei limitarmi a scrivere ciò che spontaneamente mi viene da scrivere.

Se volessi scrivere un libro, mi chiederei se per scrivere ciò che spontaneamente mi viene da scrivere sia davvero necessario scrivere un libro.

Se volessi scrivere un libro, mi ricorderei che per scrivere ciò che spontaneamente mi viene da scrivere ho un blog.

Se volessi scrivere un libro, al posto di scrivere un libro scriverei un post su cosa farei se volessi scrivere un libro.

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  1. Ti ci stiamo facendo pensare?
    D’altronde te lo chiediamo dal tempo dei “canonici ‘i lignu”!

    Rispondi
  2. ” Ogni uomo, a suo modo progredisce e avanza verso un mondo ideale che è definito dal suo sistema dei valori. Io temo che i miei occhi mandino la stessa luce intelligente e attenta che hanno gli occhi dei conigli; temo di ripetere ciò che altri hanno copiato da libri di altri ancora e temo infine di diventare parte di una ‘Selezione del libro’ di successo.”
    Mo Yan – Sorgo rosso –
    Come vedi, i dubbi non bloccano le possibilità, anzi…
    p.s. ma quando è che hai cercato di fare il simpatico? 🙂

    Rispondi
  3. Non ti stai sul culo da solo (non è più corretto indicare altra parte del corpo?). Stai sul culo a molti e, proprio per questo, condivido giuliastil nel suo ps.

    Rispondi
    • Ti ringrazio per la condivisione, ma io volevo essere ironica. Non so cosa intendevi tu.
      Io adoro quello che scrive Aciribiceci e come lo scrive, per essere chiari, se mai ce ne fosse bisogno.

      Rispondi
      • Figurati, Giuliastill. Anch’io intendevo essere ironica. Forse, però, ad esser sincera, non mi sono capita neanche io.

    • Io di solito mi regolo così: leggo quello che mi piace e vedo le persone che mi piacciono, cercando di evitare (quando è possibile, chiaro) tutto quello che mi irrita o anche solo non m’interessa.
      In mezzo c’è che sento il bisogno di capire quello che mi sfugge, quantomeno per capire se mi piace o meno (successo anche con O’Reilly e i suoi scritti).
      Vedo che anche gli altri si regolano così, eccetto i masochisti, s’intende.
      Dunque, se resti qui, se ti ostini a leggere qualcosa/qualcuno che ti irrita, dovresti interrogarti su questo punto: se sei masochista o se semplicemente stai ancora cercando di capire se questo blog ti piace o no. Tutto qui.

      Rispondi
  4. Bel libro! volevo dire post.
    I miei omaggi.
    Santiago

    Rispondi
  5. un tuo libro di racconti … quasi vedo già la copertina …

    le critiche non mancheranno, ma te ne frega qualchecosa???

    nel dubbio, scrivi … SCRIVI !!!

    Rispondi

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