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Finisce sempre a café.

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Il post comparso ieri su questo blog ha suscitato un vespaio di polemiche su tutti i media. La CNN, la BBC, il Financial Times, il Washington Post, tutti a sollecitarmi interventi di chiarimento, e meno male che a casa c’ho il metodo De Agostini. Il cellulare mi squillava anche mentre ero vicino al lavandino, con ‘sta gente che voleva conto e ragione di certe mie prese di posizione così radicali e non mi dava neanche il tempo di insaponarmi bene le ascelle. Gli editorialisti italiani volevano per forza incontrarmi in un faccia a faccia a reti unificate. Io però avevo il consiglio di classe e la pizzata di fine corso, e quindi gli ho trovato una soluzione che mi lasciasse la serata libera. Sentite, fate così: ogni quotidiano  organizza un torneo aziendale per sofisti e poi i vincenti di ogni redazione si sfidano tra loro. Le semifinali sono state Sofri contro Mancuso e Travaglio contro Flores D’Arcais. Siccome le ha arbitrare tutt’e due il signor Byron Moreno di Quito, Florais d’Arcais è stato squalificato per gioco laico pericoloso. Il torneo è stato annullato e, come succede ogni volta che si verificano annullamenti, lo scudetto se l’è preso Moratti. Però la gara è stata bella. I più raffinati intellettuali d’Italia si sono prodotti in capriole e numeri da circo per giustificare con grandi argomenti filosofico-giuridici la rassicurante affermazione: «Credo in Dio». Travaglio, da fuoriclasse qual è, se n’è uscito con un gioco di prestigio che valeva da solo il prezzo del biglietto: l’avversativa «ma non c’entra con quello che scrivo». Siccome io non credo in Dio e c’entra con quello che scrivo, ma se magari un giorno riorganizzassero il torneo parrocchiale vorrei tanto poter partecipare, oggi dovevo per forza trovare un sillogismo che mi facesse rientrare nei ranghi. Vediamo se va bene. Io non credo in Dio. Però stando alla M-teoria esistono infiniti universi paralleli. E allora stamattina quando mi sono alzato ho deciso di trasferirmi e prendere la cittadinanza in un altro universo. Ho fatto gli scatoloni che parevo un ex ministro del governo Berlusconi, ho preso l’autobus neutrino per l’undicesima dimensione, mi sono informato con la Gelmini su dove mi conveniva scendere, ho schiacciato il pulsante rosso per prenotare la fermata spazio-temporale, e subito dopo il tunnel tra l’Abruzzo e la Svizzera sono sbarcato in questo universo qua. In questo universo qua Dio esiste, io credo in Dio, Luciano Moggi è una persona onesta e ogni volta che ti viene voglia di suicidarti spunta Bonolis, ti offre un caffè, tu lo butti giù e lui ti tira sù. Venitemi a trovare presto, che qua si sta tanto, tanto meglio.

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