Tra un po’ a Siracusa si vota per le comunali. I partiti risultano non pervenuti, con l’unica eccezione del PD: i candidati sindaco sono tutti appoggiati da liste civiche. Vediamole.
Cambia Città/SOS siracusa.
Quello che segue è un post di Carlo Gradenigo, giovane candidato al consiglio comunale, sulla pagina facebook che lo sostiene (il gruppo si chiama “Con Carlo Gradenigo”). È il candidato di una lista civica, “Cambia città”, che dal nome mi fa pensare a gente che spinga per un cambio di mentalità e per l’ingresso in politica della “società civile”. Ecco allora chi è la società civile a Siracusa:
Eravamo al bar, tra una chiaccherata (sic) e l’altra. All’uscita al momento di riprende (sic) le nostre macchine parcheggiate l’amara sorpresa: 41 euro di multa! E’(sic) il prezzo che alcune decine di ragazzi hanno dovuto pagare per aver lasciato l’auto davanti all’unico locale notturno presente in Via (sic) Tisia. Non un fischio da parte dei vigili, nessun avviso a chi in quel momento era seduto a pochi passi in compagnia dei propri amici. E allora potrebbe nascere il dubbio che il fine non sia la corretta pulizia delle strade ma soltanto un modo per fare cassa ai danni del cittadino.
Si trattasse solo di un’esternazione a caldo su un profilo facebook, pace: a tutti girano un po’ le scatole quando ti prendono la multa. Invece lui ci sta basando proprio la campagna elettorale. Tant’è che dopo qualche ora trovo quest’articolo: e scopro che a Siracusa c’è anche il giornalismo di denuncia. Solo che denuncia lo scandalo di vigili urbani che fanno contravvenzioni a chi è in divieto di sosta. Due domande in chat a qualche amico comune e si scopre che “l’unico locale notturno presente in via Tisia” è dello stesso Carlo Gradenigo. Quindi è una battaglia affinché i suoi clienti possano parcheggiare a un metro senza essere multati. Cetto La Qualunque non è nessuno.
La cosa fa il paio con una richiesta molto insistita, inoltrata ben più di una volta all’amministrazione comunale dal presidente del mio consiglio di quartiere (Ortigia, il centro storico e turistico della città) Maria Letizia Giglia, che su istanza dei commercianti e della “società civile” dei residenti, si batte per dismettere l’unica area pedonale che resta in vigore tutti i giorni: un tratto di via Roma lungo circa duecento metri.
La società civile della mia città vuole parcheggiare in divieto di sosta e smantellare l’unica (mezza) via pedonale di Siracusa. Mi chiedo se non sia il caso di promuovere una lista SOS che ci salvi dalla società civile.
Siracusa 734
Poi c’è un’altra lista civica, che si chiama Siracusa 734, dove 734 sta per l’anno di fondazione della città. Uno pensa lista civica + fondazione e si immagina chissà quale ripartenza da zero. E invece il candidato sindaco è Michele Mangiafico, già consigliere comunale, dal 2008 in consiglio provinciale nelle fila dell’UdC, attualmente presidente del consiglio provinciale. Però siccome è sotto i quaranta, forse a Siracusa ”civica” sta per “giovane” (oltre che per uno che vuole parcheggiare senza essere multato). Comunque, la lista pare sia sostenuta anche da Fabio Granata, ex vicesindaco, ex assessore alla regione siciliana, ex onorevole a Montecitorio, attualmente condannato dalla corte dei conti a risarcire circa 600 mila euro per assunzioni clientelari. Sul rifondare quindi avrei dei dubbi. Sul fatto che si torni indietro, magari anche fino al 734 a.c., no.
Questo, poi, è il video promozionale della candidatura a sindaco di Mangiafico. Ne volevo parlare perché raggiunge picchi di approssimazione e confusione mirabolanti.
Non è la prima volta. Ricordo che avrò avuto sì e no sedici anni, e su tele uno tris andava in onda lo spot elettorale di Fabio Granata – all’epoca credo MSI- che aveva per colonna sonora In Between Days dei Cure. Ora, negli anni ottanta, se eri dark e ti piacevano i Cure eri di sinistra ed eri in netta contrapposizione ai paninari con le Timberland, che ascoltavano i Duran Duran. Io ero confusissimo: quello era di destra, ma mandava in giro un video coi Cure. Cosa mi voleva dire? Era volutamente ambiguo? Puntava a convincermi che era uno dei miei? Non credo proprio. Granata a me fa simpatia: è uno tutto d’un pezzo, e poi gli riconosco di essersi speso molto, abbandonando anche certe ideologie, quando fu di Emanuele Scieri: quel che poteva, lo fece. E allora? Magari era un po’ prepotente, quella canzone gli piaceva, e la voleva anche se era dei Cure? Poi ho capito che era tutto più facile: chi gli aveva fatto il video, non ne sapeva niente di chi erano i Cure.
Anche questo spot di Siracusa 734 funziona più o meno così. È una sequenza di “santini” di Mangiafico, con qualche inserto di Granata, che scorrono su Talkin’ ’bout a Revolution di Tracy Chapman.
Mangiafico è un ex UdC, Granata uno di FLI. Il testo di quella canzone (che io amo moltissimo e paragono a Bella Ciao per come fa arrizzare la carni) riprende suggestioni alla “Furore” di John Steinbeck, anzi mi pare che in certi punti proprio ne citi qualche parola. In America quel libro e questa canzone sono considerate una specie di inno al socialismo, cioè la cosa più a sinistra che si possa immaginare. Il ritornello dice cose forti, minacciose anche, come I poveri stanno per ribellarsi/e prendersi ciò che gli spetta/I poveri stanno per ribellarsi/e prendersi ciò che è loro/ Secondo me è meglio se cominci a scappare:/scappa, scappa, ti dico, scappa. E tutto questo in mezzo a scene di gente in coda per prendere il sussidio sociale, che mormora all’ufficio collocamento, e attende un pasto caldo nei locali dell’esercito della salvezza. Cosa ci fa questa canzone in quel video patinato – stile matrimonio o prima comunione – pieno di gente in cravatta, seduta a una convention dove mancano solo i pasticcini? Per il tipo di video che è, ci stava bene un pezzo neomelodico. Io continuo a pensare che non sanno cosa fanno: è dilettantismo, non malafede. Ignoranza mista a sufficienza: bella canzone, nel titolo parla di rivoluzione, noi non vogliamo rinnovare? prendiamola. Quindi Mangiafico è giovane, però anche se è giovane non conosce l’inglese. Pazienza, la cosa non mi irrita affatto. Non sa nemmeno chi è Tracy Chapman, e vabbe’, niente ci fa, neanche questo mi irrita. Mi irrita che non gli sia interessato saperlo prima di mettere una sua canzone dentro a quello spot. Perché quello spot presenta lui e i suoi sodali a tutti gli altri, tra cui me, che quella canzone la amo. Volete rifondare? Rifondate con le pietre vostre. Per forza con quelle degli altri dovete rifondare?
Riprendiamoci Siracusa
E vabbe’, vediamo chi c’è a sinistra, magari di là va meglio, che oltretutto il PD sta facendo le primarie di coalizione. Qui c’è un’altra associazione dal nome inquietante: “Riprendiamoci Siracusa”. Uno legge un nome così e comincia a temere che i vari tiranni Gelone, Ierone I, Dionisio il grande siano tornati per sottometterci e riprendere possesso della città. Invece purtroppo pare di no. È una lista che vuole uscire dalle logiche di partito e affidare la politica a chi non l’ha mai fatta. Candidato sindaco? Tanino Firenze (uno che fa politica più o meno da quando è nato e che l’ha fatta con tutta una serie di partiti diversi). E allora per sottrarre la politica dalle grinfie dei politici (essendo un politico, probabilmente prima se la vuole togliere e poi se la vuole restituire da solo) e ridarla alla società civile, Firenze si candida – con una lista civica- alle primarie dell’unico partito politico rimasto in piedi in città: il Partito Democratico. Qualcuno ci ha capito qualcosa?
Movimento 5 stelle
Non c’è ancora un candidato sindaco, e comunque, tecnicamente, anche questo non è un partito, ma un movimento. Che nessuno si sia ancora mosso, corrisponde alla strategia da Porcellum seguita fino a ora da Grillo, ma rischia di essere un errore per le amministrative cittadine. Sarà difficile nascondere il volto del sindaco dietro quello del leader, quindi, nonostante la spinta che viene dalle ultime elezioni, cominciare a presentare il candidato e farlo conoscere in giro non sarebbe male. Se il vento continua a tirare dalla stessa parte (alle politiche i cinque stelle hanno raccolto in città il 37% dei voti), chiunque egli sia, dovrebbe facilmente finire al ballottaggio. Il problema risiede nella frase: chiunque egli sia.
Il megafono
Qua le cose si complicano, perché il Megafono ha tutta l’aria di essere un partito sotto mentite spoglie (un po’ come il movimento di Grillo), cioè il partito di Rosario Crocetta, che alle ultime regionali era in coalizione con il PD. Per le comunali, invece, pare che corra da solo, e comunque non partecipa alle primarie di coalizione. Da qualche mese, nell’intervallo tra elezioni regionali ed elezioni politiche, il Megafono è partito con una campagna acquisti serrata, andando a pescare per lo più tra i movimenti autonomisti in via di dissoluzione (Grade Sud, MpA, etc), credo con l’intento di convogliare verso sinistra i voti di questi elettori. Seguendo questa logica si spiegherebbero i tentennamenti: in prima battuta il candidato sindaco del Megafono sembrava essere Mariarita Sgarlata (un po’ la Boldrini di Siracusa), ma ora pare non sia più così sicuro. Si vocifera di un Titti Bufardeci (ex Forza Italia, ex PdL, ex Grande Sud, ex sindaco, ex deputato regionale) passato al Megafono e di una sua possibile ricandidatura a primo cittadino. Oppure il Megafono potrebbe addirittura appoggiare un candidato di destra, alla Vinciullo. Di sicuro c’è solo che un’area del PD (la direzione provinciale) voleva far posto al Megafono alle primarie e che per questo motivo queste siano slittate di una settimana. E poi invece è venuto fuori che il Megafono le primarie non le fa. Questo lascia aperta la possibilità che finisca come a Catania, dove le primarie sono di fatto state annullate (gli altri candidati si sono ritirati per far posto alla candidatura di Bianco). Qui il candidato unico di Megafono, PD e UdC potrebbe essere Edy Bandiera (UdC), già presidente del consiglio comunale: un candidato di sinistra, non c’è che dire.
PD
Il PD è l’unico partito che presenterà un candidato sindaco (che però rischia di non vincere le primarie, o di non farle affatto in favore di Bandiera): al momento ne ha in ballo due. Sono due ragazzi sui trentacinque anni. Uno si chiama Alessio Lo Giudice, e pare sia sostenuto da Tati Sgarlata e da mezzo partito. L’altro è Giancarlo Garozzo e pare sia il Renzi cittadino. La scelta di puntare su giovani è coraggiosa, così coraggiosa che non mi interessa manco sapere chi sono e cosa fanno o cosa hanno fatto: se le cose rimangono così, voterò il candidato del PD, chiunque dei due sia, giusto per dare un segnale: tanto sento di nuovo odore di sconfitta, che me ne frega? Da come tira l’aria, il prossimo sindaco di Siracusa si chiama Ezechia Paolo Reale, con la sua lista
Progetto Siracusa
sostenuta un po’ da tutti (secondo me pure dal PD). Credo che la candidatura di Reale sia la soluzione compromissoria accettata con malanimo da quasi tutto il centro destra siracusano: sapendo di essere ”impresentabili” (come direbbe l’Annunziata), a questo tornata hanno preferito non presentarsi (ma non escludo che in un sussulto di orgoglio – o di spudoratezza- il PdL se ne esca fuori con un Enzo Vinciullo – che però è in rotta col PdL e potrebbe proporre l’ennesima lista civica – o una Mariella Muti), e dunque c’è stato spazio per una candidatura “civile”: Reale si è occupato del piano regolatore (se ne è occupato, da assessore, per qualcosa come otto anni), e può raccogliere i voti degli elettori smarriti di PdL, Udc etc, senza nuocere fino in fondo alla vecchia nomenclatura.
Poi ci sono questi di
Siracusa Risvegliati
che presentano la candidatura a sindaco di Gianni Briante, già assessore provinciale ai Lavori pubblici e già coordinatore cittadino di Grande Sud.
e altre due liste civiche una è
Volta pagina che candida Pucci La Torre, e l’altra, quella col nome lungo
Pronti al cambiamento, siamo la gente di Siracusa che candida Santi Pane.
Ah, e poi c’è il mio preferito:
Drugo Lebowski che si candida coi Verdi:
Se tutto va come sembra, ci sarà un ballottaggio tra Ezechia Paolo Reale e un cinque stelle. L’unica cosa che mi preoccupa è il grado di sofisticazione che stanno raggiungendo i travestimenti: tutti puntano a camuffarsi e a far perdere le tracce dietro liste civiche, associazioni neonate, e quella delle candidature giovani sembra la scusa perfetta per mandare avanti seconde o terze linee linee, rampolli, delfini. Insomma, capire chi stai votando diventa sempre più difficile, bisogna studiare e anche studiando è dura. E comunque la figura (e la fine) che stanno consumando i partiti durante queste amministrative è avvilente e priva di dignità: essendo in difficoltà elettorale, i notabili locali che militavano nei vari UdC, PdL, FLI, etc. si sono defilati, e i loro partiti non hanno trovato nessuno con cui sostituire le loro candidature. Che partito è quello in cui caduto in disgrazia un leader non sa esprimerne nessun altro e corre a nascondersi dietro una lista civica?
Io non credo che soffrirò molto per queste elezioni. Il declino me lo voglio godere. Tifo per il tramonto, le tenebre, il nichilismo. E mi sto attrezzando con la poltrona, la frittatona di cipolle, la familiare di Peroni gelata, la vestaglia e il rutto libero.










